Interferenze straniere sul voto, il Copasir accende un faro sulle elezioni
Il Comitato parlamentare avvia audizioni e indagini su cyberattacchi, disinformazione e siti pilotati dall’estero per proteggere il voto italiano
Un ciclo di audizioni e una richiesta di relazioni ai Servizi per capire se esista un rischio concreto di interferenze straniere sul voto in vista delle prossime elezioni politiche. È questa la linea scelta dal Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che avrebbe deciso di intensificare gli approfondimenti su tutti gli strumenti della cosiddetta guerra ibrida: dagli attacchi informatici alle infrastrutture critiche, fino alle campagne di disinformazione sui social e al ruolo di siti e influencer. Un fenomeno che, come raccontato ieri da Repubblica, negli ultimi mesi è stato registrato in almeno tre casi che hanno fatto scattare l’allarme ai livelli più alti delle istituzioni.
Il dossier del Copasir entra in una fase operativa
Il tema delle possibili ingerenze straniere sul voto italiano è già da tempo all’attenzione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, ma nelle prossime settimane il lavoro entrerà in una fase più operativa. L’obiettivo è fotografare il rischio: capire quali attori possano avere interesse a intervenire sul processo elettorale italiano, con quali strumenti e soprattutto attraverso quali vulnerabilità. L’attenzione è rivolta in particolare alla Russia, ma non soltanto. Le relazioni dell’intelligence degli ultimi anni hanno descritto attività riconducibili anche ad altri attori statuali, a partire dalla Cina, e un repertorio ormai molto più sofisticato della semplice produzione di fake news: cyberattacchi, possibili azioni contro infrastrutture strategiche, campagne coordinate sui social, utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa, sostegno diretto o indiretto a influencer per propaganda.
È soprattutto quest’ultimo fronte ad aver attirato l’attenzione nelle ultime settimane. Non soltanto account falsi e reti di bot. Gli approfondimenti riguardano i meccanismi attraverso i quali contenuti e protagonisti reali possono essere finanziati, sostenuti o amplificati, anche attraverso il ricorso alla pubblicità online e a campagne apparentemente commerciali per aumentare la visibilità di siti e influencer.
Le parole di Rizzi e Guerini sulla tutela del voto
Che il dossier sia considerato prioritario lo confermano le parole del direttore generale del Dis, Vittorio Rizzi. «Il tema di tutelare il processo elettorale riguarda non solo l’Italia ma tutti i Paesi che nel 2026 e 2027 andranno al voto», ha spiegato, aggiungendo che «sulla stessa indicazione del Copasir» sono già state messe in campo «una serie di misure per tutelare la libertà del processo democratico di voto».
Il punto è che le operazioni di influenza possono cominciare molti mesi prima delle urne, intervenendo sul dibattito pubblico, esasperando divisioni già esistenti o screditando istituzioni e leadership.
«Il tema delle possibili intromissioni, delle attività di disinformazione attraverso vari canali, è un rischio più volte testimoniato in numerosi momenti elettorali», dice il presidente del Copasir Lorenzo Guerini. «Anche l’Italia non è immune». Nessun allarmismo: «Non va drammatizzato, ma occorre mantenere alta l’attenzione».
I distinguo della Lega sul dossier
Una linea sulla quale, però, nella maggioranza emergono già i primi distinguo. È soprattutto la Lega a provare a raffreddare il dossier. Fonti del partito invitano a distinguere «la legittima preoccupazione per le minacce esterne» da quella che definiscono «l’ossessione per i russi in ogni campo, da quello sportivo a quello culturale, fino alle preannunciate “influenze” sul voto degli italiani». Per il Carroccio «vigilare contro qualsiasi interferenza straniera è doveroso, da qualunque parte arrivi, da Putin a Zelensky passando per Soros, ma senza mancare di rispetto all’intelligenza degli italiani, che hanno sempre scelto e votato con la propria testa».
La partita, dunque, resta aperta: da un lato l’esigenza, condivisa a livello istituzionale, di monitorare con attenzione ogni possibile tentativo di interferenza straniera sul voto; dall’altro la richiesta di alcune forze politiche di non trasformare il tema in un terreno di scontro ideologico. Nelle prossime settimane le audizioni del Copasir e le relazioni richieste ai Servizi dovrebbero fornire un quadro più preciso sulla reale entità del rischio per le prossime scadenze elettorali.
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