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Termovalorizzatori Sicilia, avviate le gare per Catania e Palermo

Palazzo d’Orleans annuncia tramite Invitalia i bandi per costruzione e gestione ventennale degli impianti, mentre gli ambientalisti preparano i ricorsi al Tar

DI REDAZIONE EDIC. · 12 SETTEMBRE 2026 · ONLINE ALLE 08:20 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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La Regione Siciliana ha fatto muovere il primo tassello verso la costruzione dei due termovalorizzatori Sicilia previsti a Catania e Palermo. Attraverso Invitalia, Palazzo d’Orleans ha pubblicato due avvisi rivolti agli operatori del settore, un passaggio tecnico che anticipa la pubblicazione dei bandi veri e propri per l’affidamento della progettazione, della costruzione e della gestione ventennale dei due impianti, destinati a smaltire complessivamente 600 mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati.

Gli avvisi, firmati dal commissario straordinario Renato Schifani e dal responsabile del procedimento Salvo Cocina, chiariscono che verranno affidati «due distinti contratti, rispettivamente per il termovalorizzatore di Catania e per quello di Palermo, aventi ad oggetto entrambi la progettazione esecutiva, l’esecuzione dei lavori e la successiva fase di gestione per 20 anni». Secondo quanto confermato da Palazzo d’Orleans, i due bandi definitivi usciranno in Gazzetta Ufficiale entro la fine dell’anno, probabilmente già tra ottobre e novembre. L’obiettivo è arrivare all’aggiudicazione a gennaio o febbraio e alla posa della prima pietra in primavera.

L’iter autorizzativo verso il traguardo

L’accelerazione impressa da Schifani si basa sul fatto che la procedura autorizzativa, pur senza i timbri finali, è ormai quasi completata. La settimana scorsa gli esperti della Commissione tecnico scientifica, guidata da Chiara Tomasino, hanno visitato due impianti simili a Brescia e Bolzano, l’ultimo sopralluogo prima di esprimere il parere sui progetti siciliani, atteso per l’inizio della prossima settimana. In parallelo la Regione ha quasi concluso le conferenze di servizi propedeutiche all’autorizzazione ambientale unica (Paur). Proprio ieri Palazzo d’Orleans ha accettato di rinviare di quindici giorni la delibera conclusiva su Catania, per consentire agli ambientalisti di presentare nuove osservazioni.

I budget e il modello di affidamento

Nonostante l’iter non sia ancora formalmente chiuso, Schifani considera già conclusa la fase delle autorizzazioni e ha avviato quella delle gare, attraverso un atto non vincolante come l’avviso ai mercati. Il documento indica già i budget, 400 milioni di euro per ciascuno dei due termovalorizzatori, e il tipo di impresa o raggruppamento che la Regione selezionerà. Chi vincerà i bandi dovrà occuparsi della progettazione esecutiva, della costruzione materiale e della gestione per i vent’anni successivi. Nell’avviso si specifica che «nelle fasi di progettazione e costruzione l’investimento resterà integralmente a carico dell’amministrazione mentre nella successiva fase di gestione i costi operativi saranno remunerati mediante i proventi derivanti dalla gestione».

La reazione delle associazioni ambientaliste

L’accelerazione di Palazzo d’Orleans non è passata inosservata alle associazioni ambientaliste, che hanno alzato i toni dello scontro. Da un lato annunciano la presentazione di nuove obiezioni prima della chiusura formale dell’iter autorizzativo, dall’altro considerano ormai scontato il ricorso al Tar, prima contro i decreti autorizzativi e poi contro gli stessi bandi di gara. Legambiente, Wwf, Zero Waste, Lipu, l’Associazione idrotecnica Italiana-Sicilia orientale, Cgil, Arci, Federconsumatori e Italia Nostra hanno convocato ieri una conferenza stampa per denunciare quelle che definiscono «incongruenze, anomalie, superficialità e approssimazione che stanno caratterizzando la valutazione dei progetti», oltre a «gravi lacune documentali e rilevanti criticità procedurali e progettuali». Secondo le sigle, «rimane ancora indefinito il quadro dei rifiuti in ingresso».

A queste obiezioni si aggiungono quelle presentate per iscritto dal Comune di Palermo, che teme una valutazione insufficiente dell’aumento di traffico su viale Regione Siciliana, legato all’arrivo di mezzi provenienti dalla Sicilia occidentale diretti a Bellolampo. Le principali sigle hanno rivolto un ultimo appello a Schifani per sospendere l’iter appena avviato, sostenendo che «si tratta di una scelta sbagliata e di impianti insostenibili sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico».

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