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Il cardinale Parolin incorona Sant’Agata: cerimonia storica a Catania

A Catania il busto reliquiario di Sant’Agata riaperto per la prima volta dal 1963: il cardinale Parolin incorona la patrona per il nono centenario.

DI REDAZIONE EDIC. · 17 AGOSTO 2026 · ONLINE ALLE 08:50 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
Busto reliquiario Sant'Agata riaperto dopo 63 anni

Alle otto in punto le reliquie di Sant’Agata sono arrivate in piazza Duomo a Catania, al termine dei sette chilometri e mezzo di pellegrinaggio partiti all’alba dal Rotolo. Sul palco davanti alla Cattedrale è andata in scena la parte più attesa delle celebrazioni per il nono centenario del ritorno della patrona: il busto reliquiario di Sant’Agata è stato aperto per la prima volta dopo sessantatré anni, le reliquie ricollocate al suo interno, i sigilli apposti in ceralacca. Poi l’incoronazione da parte del cardinale Pietro Parolin, legato pontificio inviato da Papa Leone XIV, con una corona interamente d’oro, non placcata.

Il busto reliquiario di Sant’Agata riaperto dal 1963

Lo scrigno viene aperto ogni febbraio per l’esposizione delle reliquie. Il busto no. L’ultima ricognizione risaliva al 1963, sessantatré anni esatti, e di quella giornata restano pochissime fotografie. A intervenire sul reliquiario sono state le restauratrici dei Musei Vaticani, che hanno lavorato direttamente nel Palazzo Arcivescovile per non allontanare il simulacro dalla città.

L’arcivescovo Luigi Renna ha anche chiarito perché il restauro non ha cancellato le stratificazioni accumulate nei secoli. «Un busto reliquiario non è un busto da musealizzare», ha detto. I gioielli che lo ricoprono, ha aggiunto, «per qualcuno sono oggetti di oreficeria, per gli studiosi, per gli amanti. Per noi sono oggetti di devozione».

La croce di Renna entra nel reliquiario

Da oggi il busto custodisce anche la croce pettorale dell’arcivescovo Renna, quella della sua consacrazione episcopale, con incisa la data del 2026. «Quando un vescovo dona una croce porta tutta la diocesi su Sant’Agata», ha spiegato Renna. «Non porta una devozione personale, porta la devozione che ha imparato dal popolo e porta tutte le attese di una comunità».

Parolin: «Un’esperienza bellissima»

Al termine del pellegrinaggio il Segretario di Stato Vaticano ha portato ai fedeli il saluto di Papa Leone XIV. «Questa mattina è stata per me un’esperienza bellissima», ha detto. «Il fatto di aver camminato insieme, un così lungo tratto di strada, cantando, pregando». Nel cammino ha letto un’immagine precisa: «Ho visto in questo camminare l’immagine viva della vita cristiana, perché la vita cristiana è un camminare insieme prima di tutto».

Il giorno prima, aprendo le celebrazioni in Cattedrale, aveva parlato di «partecipazione immensa» e di un «legame profondissimo e vitale con una martire che sentite anche come vostra concittadina».

Il programma della giornata e la candidatura Unesco

Dalle 10 alle 17 la Cattedrale ospita messe a flusso continuo, con accesso regolamentato da piazza Università e via Vittorio Emanuele. Alle 17.30, a Palazzo Platamone, è prevista la presentazione ufficiale della bozza di candidatura Unesco per la festa di Sant’Agata. Alle 18.30 aprono gli ingressi in piazza Duomo, allestita con 4.200 posti a sedere: Parolin presiederà il solenne pontificale giubilare, con indulgenza e benedizione papale. A seguire i fuochi dalla Villa Pacini e il rientro del busto in Cattedrale.

Domani la chiusura con la messa di ringraziamento dell’arcivescovo Renna e, alle 21, il concerto del Coro della Cattedrale a San Nicolò l’Arena.

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