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Università siciliane nel ranking Censis 2025: luci e ombre

Il Censis premia Palermo, stabile al settimo posto tra i mega atenei. Messina risale, Catania scivola all’ultimo della categoria.

DI REDAZIONE EDIC. · 15 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 07:44 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
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Palermo conferma il settimo posto, Catania scivola all’ultimo

L’Università di Palermo si conferma settima tra i mega atenei italiani con 84,3 punti. È il risultato della 25esima edizione del rapporto annuale del Censis sulle università italiane, che colloca il capoluogo siciliano esattamente dove si trovava anche nell’edizione precedente. Una stabilità che, guardando agli altri atenei siciliani, assume quasi il sapore di un successo.

Nella categoria dei mega atenei, quelli con oltre 40mila iscritti, Palermo si piazza davanti all’Università di Torino, ferma a 83,8 punti, ma dietro Firenze, che ottiene 84,7 punti. Il rettore Massimo Midiri commenta senza eccessi: «Il risultato premia il lavoro quotidiano dell’intera comunità. Lo dimostrano gli indicatori delle borse di studio, dell’internazionalizzazione, dei servizi agli studenti e dell’occupabilità, tutti in crescita. La sfida è puntare a risultati ancora più ambiziosi, mettendo sempre al centro i nostri studenti».

Messina risale di due posizioni, Catania chiude in fondo

Tra i grandi atenei, quelli tra i 20 e i 40mila studenti, il quadro siciliano è più contrastato. L’Università di Messina guadagna due posizioni rispetto all’anno scorso e si attesta al tredicesimo posto con 81,5 punti. La rettrice Giovanna Spatari spiega il risultato: «Il miglioramento è un segnale incoraggiante, che riflette il lavoro svolto negli ultimi anni su più fronti, in particolare sulla comunicazione istituzionale e sui servizi digitali rivolti a studentesse e studenti. Sono risultati che ci indicano la direzione giusta e che ci spingono a continuare a investire nella qualità dei servizi e nell’attenzione al diritto allo studio».

Notizie meno confortanti arrivano da Catania. L’ateneo etneo crolla all’ultimo posto della sua categoria, il quindicesimo su quindici, con soli 79,2 punti. Un anno fa la situazione era ben diversa: 80,7 punti e tredicesima posizione. Una flessione netta, sia in termini di punteggio che di collocazione nella graduatoria.

La Kore di Enna sorprende tra i medi non statali

Il rapporto del Censis analizza anche gli atenei non statali. Tra quelli di medie dimensioni, con un numero di iscritti compreso tra i 5 e i 10mila, spunta un risultato inatteso dalla Sicilia: l’Università Kore di Enna entra direttamente nella top 3 come new entry, totalizzando 80 punti. La superano soltanto la Lumsa di Roma, prima con 89,2 punti, e la Iulm di Milano, seconda con 83,8 punti. Quarto posto per l’Università San Raffaele di Milano (75,4 punti), quinta la Suor Orsola Benincasa di Napoli (74,6 punti).

Sud fanalino di coda anche sugli immatricolati

C’è un dato che il rapporto registra senza troppi giri di parole: negli ultimi dieci anni, gli atenei del Sud e delle isole hanno visto crescere il numero di immatricolati di appena lo 0,2%. Un incremento quasi impercettibile, soprattutto se paragonato al +2,3% degli atenei del Centro, al +0,8% del Nord-Ovest e al +0,4% del Nord-Est. Un divario che, anno dopo anno, il Censis continua a documentare e che racconta qualcosa di più profondo del semplice andamento degli atenei: la difficoltà strutturale del Meridione ad attrarre e trattenere i propri studenti.

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