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Sicilia terza in Italia per crescita d’imprese nel 2026

Secondo Unioncamere Sicilia, nel primo trimestre 2026 l’isola ha aperto 638 imprese nette, con otto indicatori su dieci migliori della media nazionale.

DI REDAZIONE EDIC. · 6 LUGLIO 2026 · AGGIORNATO ALLE 08:21 · ⏱ 4 MINUTI DI LETTURA
Sicilia terza italia crescita dimprese nel 2026

Giuseppe Pace

638 imprese nette in tre mesi: la Sicilia sorpassa quasi tutta Italia

Nel primo trimestre del 2026 la Sicilia ha aperto, al netto delle chiusure, 638 imprese. Un numero che può sembrare modesto, ma che la colloca al terzo posto in Italia per crescita percentuale e al quarto per valori assoluti. A fotografare questa situazione è l’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia, che ha pubblicato il 6 luglio 2026 la sua analisi congiunturale sul trimestre gennaio-marzo.

Il confronto con il resto del Paese è il dato che colpisce di più. Il saldo netto di nuove imprese per l’intera Italia nel periodo è stato di appena 690 unità: significa che la Sicilia da sola ha prodotto quasi il totale della crescita nazionale. La Lombardia, prima regione per ricchezza e dimensione economica, si è fermata a 722. Dodici regioni hanno chiuso il trimestre in negativo.

Gli addetti occupati nelle imprese siciliane sono arrivati a 1.189.632, con un tasso di crescita dello 0,15%. Non è un’accelerazione brusca, ma si inserisce in un trend che dura ormai da anni: dal 2021 al 2025 l’occupazione nell’isola è salita del 10,3%, contro l’8% circa della media nazionale.

I settori che tirano: innovazione, energia, turismo e immobiliare

Il comparto che ha mostrato più vitalità è quello delle imprese innovative: nel solo primo trimestre 2026 si sono registrate 3.545 nuove iscrizioni contro 600 cancellazioni, con un saldo attivo di 2.945 unità. Un risultato che si riflette anche nel dato sulle startup: la loro consistenza è cresciuta del +10,6% nel periodo marzo 2025-marzo 2026, mentre a livello nazionale lo stesso aggregato ha perso il 3,5%.

L’energia ha raddoppiato la propria base imprenditoriale. Tengono bene anche i servizi di alloggio, la programmazione informatica e l’immobiliare. Quest’ultimo settore ha un segnale di conferma nelle compravendite di case: nel 2025 le transazioni sono salite del +7% rispetto all’anno precedente, contro il +6,4% della media italiana.

Sul fronte del lavoro dipendente, le assunzioni nelle imprese extra-agricole tra giugno 2025 e giugno 2026 sono cresciute dello 0,4%, mentre in Italia nello stesso periodo sono calate dello 0,8%. Le ore di cassa integrazione autorizzate tra il primo trimestre 2025 e quello 2026 si sono ridotte del 3,3%, dato comunque meno favorevole del calo del 23,9% registrato a livello nazionale.

Famiglie più ricche: redditi e risparmio crescono più della media

L’elaborazione dell’istituto Guglielmo Tagliacarne – centro studi del sistema camerale – allarga l’orizzonte al periodo marzo 2025-marzo 2026 e certifica che otto indicatori su dieci risultano migliori della media nazionale.

Uno dei dati più significativi riguarda i redditi. Nel 2024 il reddito disponibile delle famiglie siciliane era salito del +14,8% rispetto al 2021. I redditi da lavoro dipendente in particolare hanno guadagnato il +19,7% nello stesso arco temporale e rappresentano ormai il 52,5% della disponibilità economica complessiva delle famiglie consumatrici.

Crescono anche i risparmi. I depositi bancari e il risparmio postale tra dicembre 2024 e dicembre 2025 sono aumentati del +4,7% in Sicilia, contro il +3,2% italiano. Ancora più marcata la differenza sui prestiti alle imprese: +3% nell’isola nello stesso periodo, mentre in Italia il credito alle aziende si è contratto dello 0,4%.

Le imprese del terzo settore segnano un +7,1% di consistenza (+6,2% a livello nazionale). Quelle femminili rappresentano il 24,4% del tessuto imprenditoriale, quelle giovanili l’8,9%, quelle gestite da stranieri il 6,4%.

Pace (Unioncamere): «Non aiuti a pioggia, ma strumenti concreti»

Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia, collega i risultati alle scelte del governo regionale guidato da Renato Schifani. «Questi dati sono il risultato tangibile delle politiche del governo regionale presieduto da Renato Schifani, che sin dall’inizio si sono basate sul sostegno all’economia reale e al sistema imprenditoriale, che avevano bisogno non di aiuti a pioggia, ma di strumenti per sanare ataviche debolezze del tessuto imprenditoriale, per affrontare gli effetti delle crisi internazionali e per competere grazie a favorevoli condizioni infrastrutturali. Il governo ha anche privilegiato una opportuna sinergia con Unioncamere Sicilia e il sistema camerale, e questo ha contributo ai risultati grazie alle iniziative realizzate con l’impegno degli assessorati alle Attività produttive, al Turismo, alle Infrastrutture, all’Ambiente e ai Beni culturali».

Sul fronte degli strumenti finanziari, Pace cita i bandi e le misure gestite da Irfis-FinSicilia e dal nuovo soggetto Irca. «Le ingenti risorse messe a disposizione con i molteplici bandi e con le misure affidate all’Irfis-FinSicilia e ora anche all’Irca hanno stimolato la propensione agli investimenti delle imprese, che hanno risposto accettando la sfida, che oggi sembra essere stata vinta nella prima parte della gara. Basti guardare al boom del turismo destagionalizzato, più culturale e naturalistico, all’incremento dei traffici marittimi passeggeri e merci, alla scommessa della Blue economy, all’innovazione e alla transizione energetica, agli investimenti per il rilancio dei porti, delle utility, dell’agricoltura, degli aeroporti proiettati verso la privatizzazione e della rete infrastrutturale».

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