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Riforma autovelox Sicilia: spenti 8 dispositivi su 79 dopo la nuova normativa

Riforma autovelox in Sicilia: 8 dispositivi spenti su 79. Restano omologati 71 apparecchi dopo la stretta voluta dal ministro Salvini.

DI REDAZIONE EDIC. · 18 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 11:40 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
Riforma autovelox sicilia spenti 8 dispositivi 79 dopo nuova

Riforma autovelox Sicilia: otto dispositivi spenti sul territorio

La riforma autovelox Sicilia ha prodotto i suoi primi effetti concreti. Dall’entrata in vigore della nuova normativa, fortemente voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, nell’isola sono stati disattivati 8 dispositivi. Sul territorio ne restano operativi 71, quelli che hanno superato il vaglio dell’omologazione prevista dalla riforma, su un totale di 79 precedentemente installati.

Trentaquattro anni di caos, poi la svolta

La nuova normativa chiude una stagione durata oltre tre decenni. Per 34 anni non erano mai stati definiti criteri univoci e vincolanti per il funzionamento e l’installazione degli autovelox: ogni Comune poteva muoversi in modo autonomo, con regole spesso difformi e opache. La riforma introduce standard uniformi su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo dichiarato di rendere i controlli più trasparenti e meno esposti ad abusi.

Prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina, l’assenza di criteri comuni aveva generato un contenzioso diffuso e crescente. Molti automobilisti avevano impugnato le sanzioni davanti ai giudici di pace, ottenendo in diversi casi l’annullamento delle multe proprio per vizi legati all’installazione o all’omologazione dei dispositivi. La riforma punta a chiudere definitivamente questa fase di incertezza giuridica, stabilendo regole chiare e uguali per tutti gli enti locali.

Salvini: «Non può diventare un modo per fare cassa»

Il ministro ha ribadito la sua posizione netta sul punto. La sicurezza stradale resta una priorità, e le regole vanno rispettate dagli automobilisti. Ma il controllo automatizzato della velocità non può trasformarsi, secondo Salvini, in uno strumento poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini. Una distinzione che il ministro considera alla base dell’intera riforma.

Il principio richiamato da Salvini riguarda l’equilibrio tra due esigenze: da un lato la tutela dell’incolumità sulle strade, dall’altro la correttezza nei confronti dei cittadini contribuenti. La riforma nasce proprio per ricondurre l’uso degli autovelox alla sua funzione originaria – la prevenzione degli incidenti – evitando che diventi uno strumento di riscossione mascherata.

Cosa cambia per gli automobilisti siciliani

Con otto dispositivi fuori servizio, alcuni tratti stradali dell’isola non sono più soggetti a rilevamento automatico della velocità. Chi percorre abitualmente quei tragitti dovrà verificare quali postazioni sono ancora attive. I 71 autovelox omologati rimasti in funzione sono invece pienamente conformi alla nuova normativa e le relative sanzioni restano valide a tutti gli effetti.

È utile ricordare che l’omologazione non riguarda solo il dispositivo in sé, ma anche le modalità di installazione, la segnaletica presente sul tratto stradale e il rispetto delle distanze previste dalla normativa. I Comuni che non hanno adeguato i propri impianti entro i termini stabiliti hanno dovuto procedere alla disattivazione, come avvenuto per gli 8 apparecchi siciliani ora fuori servizio.

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