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Il governatore: «865 pareri in un anno, 7 miliardi sbloccati»

Il governatore risponde a La Sicilia: 50 milioni per Catania, 210 per le Super ZES e un termovalorizzatore da mezzo miliardo in arrivo.

DI REDAZIONE EDIC. · 11 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 21:06 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
Governatore 865 pareri anno 7 miliardi sbloccati

L’intervento sul quotidiano catanese

Renato Schifani sceglie le colonne de La Sicilia per rispondere a un editoriale del direttore Piraneo sulla competitività del sistema produttivo isolano. Il presidente della Regione Siciliana firma un lungo intervento in cui elenca cifre, cantieri aperti e misure in arrivo, con l’obiettivo di rovesciare una narrazione che considera ormai superata.

«Ho letto con attenzione l’editoriale del direttore Piraneo di qualche giorno fa che si interroga sul ‘contesto’ in cui oggi le imprese operano in Sicilia e, in particolare, nella città di Catania e nella sua area industriale. È una riflessione utile, perché ci obbliga a misurare le nostre politiche non sulle intenzioni, ma sugli effetti concreti.»

Il punto di partenza è l’area industriale del capoluogo etneo. Cinquanta milioni di euro già in cantiere, dopo decenni in cui gli interventi erano rimasti frammentati. Le imprese insediate in quell’area valgono, secondo Schifani, circa il 20% del PIL siciliano: un peso che rende la riqualificazione tutt’altro che marginale.

Super ZES e burocrazia: i numeri della Commissione Tecnica

Al cantiere sull’area industriale si affianca il finanziamento da 210 milioni di euro destinato alle Super ZES, misura regionale che si aggiunge a quella nazionale. L’obiettivo dichiarato è uno sportello unico per le autorizzazioni, con tempi certi per chi intende investire.

Sul fronte delle autorizzazioni ambientali, Schifani cita un dato preciso: nel 2025 la Commissione Tecnica Specialistica ha rilasciato 865 pareri positivi per investimenti complessivi superiori a 7 miliardi di euro. «Numeri che raccontano una Sicilia che non blocca, ma abilita sviluppo», scrive il governatore.

Semiconduttori, termovalorizzatore e terme: gli investimenti in arrivo

Sul tavolo c’è anche un progetto da 5 miliardi di euro nel settore dei semiconduttori e dell’innovazione industriale, con una quota regionale da 300 milioni per le infrastrutture tecnologiche collegate. Catania e il distretto microelettronico restano il perno di questa scommessa.

Sul tema dei rifiuti e dell’energia, il presidente annuncia che è «in fase di definizione» la costruzione di un termovalorizzatore proprio nell’area industriale di Catania: investimento stimato attorno ai 500 milioni di euro, un’opera che attende da decenni.

Per il turismo, 155 milioni sono stati stanziati per ammodernare le strutture ricettive. A questi si aggiungono 90 milioni per riaprire e rilanciare le terme di Acireale e Sciacca, chiuse da anni. La logica, spiega Schifani, è destagionalizzare i flussi e valorizzare risorse naturali che la Sicilia ha ma non sfrutta.

I conti pubblici e il giudizio di Banca d’Italia

Dietro agli investimenti c’è anche una storia di conti risanati. «Quando mi sono insediato, la Sicilia portava sulle spalle un disavanzo che nel 2017 sfiorava i 7 miliardi di euro. Oggi, grazie anche all’azione di risanamento iniziata nella precedente legislatura, siamo passati a una condizione di avanzo superiore ai 5 miliardi nel 2025.» Un ribaltamento che, secondo il governatore, si traduce in credibilità sui mercati e in margine di manovra reale.

A sostegno della sua lettura, Schifani cita un’analisi del dottor Trequattrini della Banca d’Italia, che avrebbe indicato la Sicilia tra le aree destinate a un ruolo centrale nel Mediterraneo nel prossimo decennio. «Non è un auspicio, ma la fotografia di una traiettoria possibile, se le politiche pubbliche continuano a essere coerenti e continuative.»

«Apre porte che prima erano chiuse»

L’ultimo passaggio dell’intervento è il più esplicito sul cambio d’immagine. «L’Isola ha tutte le condizioni per essere davvero, nei fatti e non solo nelle analisi, un hub del Mediterraneo: per la sua posizione geografica, per il suo capitale umano, per le infrastrutture che stiamo realizzando e per il nuovo assetto amministrativo che abbiamo costruito.»

Sul nodo dei tempi burocratici, che resta la critica più ricorrente da parte delle imprese, Schifani non glissa: parla di «tavoli permanenti» a Palazzo d’Orléans con assessori e dirigenti per tenere il passo sui dossier aperti. Il rispetto dei cronoprogrammi, dice, «non è uno slogan, ma un metodo di lavoro».

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