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Rubati due capolavori di Antonello da Messina, Schifani: «Ferita per tutti»

Trafugati dal museo Accascina il Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte. Schifani: «Sfregio al patrimonio universale». Avviata ispezione interna.

DI REDAZIONE EDIC. · 16 AGOSTO 2026 · AGGIORNATO ALLE 12:40 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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Furto al museo: spariti due Antonello dal museo Accascina

Furto al museo regionale Accascina: due capolavori di Antonello da Messina sono stati trafugati nella notte. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha definito l’accaduto «un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale».

Cosa sono le opere rubate

Il Polittico di San Gregorio, noto anche come del Rosario, fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. Era composto originariamente da sei tavole: al centro la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, affiancata dai Santi Gregorio e Benedetto; nel registro superiore l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata. La tavola centrale della cimasa, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli Angeli, è andata perduta nel tempo. L’opera è considerata uno dei massimi capolavori del Rinascimento, con evidenti richiami alla cultura fiamminga.

La tavoletta bifronte ha una storia diversa. Attribuita ad Antonello nel 2003, fu venduta in quell’anno dalla casa d’aste Christie’s alla Regione Siciliana, proveniente dalla collezione di Wilhelm Soldan, nella quale si trovava dal 1930. Le sue piccole dimensioni la destinano con ogni probabilità al culto privato.

Schifani: «Una ferita per tutti»

«Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale “Accascina” è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili», ha dichiarato il governatore.

Sorveglianza e indagini

Schifani ha precisato che i sistemi del museo non hanno ceduto: «La Regione sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili».

Il Museo si trova nel viale della Libertà, la struttura è sempre tutelata da un sistema di metronotte. Al momento gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi, in particolare la pista del mercato nero dei ladri d’arte. 

La direttrice del museo: “Siamo sconvolti”

“Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte”, ha detto la direttrice del museo regionale di Messina, Marisa Mercurio. “Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell’ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili. Il furto è stato ieri intorno alle 21.50. Purtroppo sono riusciti ad eludere i sistemi d’allarme e tutti i sistemi di sicurezza”. 

Ispezione interna sul personale di custodia

Sul fronte interno, il presidente ha annunciato verifiche sul personale del museo: «È già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto».

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