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Federitaly punta su certificazioni blockchain e duemila voucher da mille euro per difendere le eccellenze del territorio dalla contraffazione.

Federitaly punta su certificazioni blockchain e duemila voucher da mille euro per difendere le eccellenze del territorio dalla contraffazione.

DI REDAZIONE EDIC. · 1 GIUGNO 2026 · AGGIORNATO ALLE 08:40 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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La contraffazione colpisce duro in Sicilia

La provincia di Catania si attrezza per combattere la contraffazione dei prodotti tipici con strumenti digitali avanzati e sostegni economici diretti alle imprese. Federitaly, federazione nazionale per la tutela del Made in Italy, ha avviato sul territorio etneo un programma che punta su tre pilastri: certificazione blockchain, accesso ai mercati internazionali e finanziamenti dedicati.

I numeri parlano chiaro. Secondo il Rapporto IPERICO 2025 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Sicilia si colloca stabilmente tra le prime cinque regioni italiane più colpite dal mercato della contraffazione, con l’8,2% del totale dei sequestri nazionali. Un dato che pesa sull’economia locale e sulla reputazione delle produzioni d’eccellenza come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP e l’Olio EVO DOP Monte Etna.

Le indagini condotte dal Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare hanno evidenziato come le frodi alimentari non rappresentino soltanto un danno economico. L’utilizzo di sostanze chimiche non conformi per alterare i prodotti costituisce anche un pericolo concreto per la salute pubblica, colpendo consumatori e ristoratori della provincia.

Certificazione blockchain per garantire autenticità

Per rispondere a questa emergenza, Federitaly propone un sistema di certificazione che va oltre le autodichiarazioni aziendali. Gaetano Borgosano, siciliano d’origine ed esperto UE oltre che vicepresidente nazionale della federazione, spiega che ottenere il marchio ufficiale “Made in Italy” o “100% Made in Italy” rappresenta un investimento strategico per le piccole e medie imprese del territorio.

Il processo si basa su controlli documentali e audit aziendali esterni e indipendenti. Ogni passaggio della filiera produttiva viene registrato e notarizzato attraverso la tecnologia blockchain, garantendo la tracciabilità completa del prodotto. Il consumatore finale può verificare l’origine scansionando un semplice QR Code applicato sulla confezione.

«La semplice autocertificazione non basta più a rassicurare i mercati, specialmente quelli esteri», sottolinea Borgosano. Il vantaggio per le aziende certificate è duplice: da un lato acquisiscono credibilità immediata davanti ai grandi buyer internazionali, dall’altro superano le diffidenze legate alla trasparenza della filiera e ai requisiti di sostenibilità sempre più richiesti nei mercati globali.

Made in Italy Gate, la vetrina per l’export

La certificazione apre le porte a Made in Italy Gate, marketplace internazionale B2B riservato esclusivamente alle aziende che hanno completato l’iter di verifica. La piattaforma funziona come canale di esportazione dove buyer italiani ed esteri trovano soltanto eccellenze certificate, riducendo tempi e costi delle transazioni commerciali.

L’accesso selettivo garantisce che sul portale vengano presentati solo prodotti autentici, eliminando il rischio di contraffazioni. Per le piccole realtà agricole e artigianali della provincia etnea, spesso escluse dai circuiti internazionali per mancanza di strutture dedicate all’export, rappresenta un’opportunità concreta di ingresso in mercati altrimenti difficili da raggiungere.

Il sistema si completa con il Centro Bandi Federitaly, piattaforma gratuita basata su intelligenza artificiale che monitora quotidianamente centinaia di fonti istituzionali. L’obiettivo è raccogliere e semplificare informazioni su contributi, incentivi e finanziamenti destinati a innovazione, internazionalizzazione e sostenibilità.

Duemila voucher da mille euro per le certificazioni

Attraverso il Centro Bandi è attualmente attivo il Bando Nazionale Voucher 2026, che stanzia risorse per un totale di due milioni di euro. L’iniziativa prevede l’erogazione di duemila voucher da mille euro ciascuno, destinati a coprire parzialmente le spese per ottenere le certificazioni blockchain “Made in Italy” e “100% Made in Italy”.

«Il sistema è progettato per aiutare gli imprenditori a superare le barriere burocratiche e intercettare risorse che spesso rischiano di andare perdute», precisa Borgosano. Il contributo riduce l’investimento iniziale necessario alle piccole imprese per avviare il percorso di certificazione e accedere successivamente ai mercati internazionali.

Per il settore della ristorazione e dell’accoglienza, pilastro dell’economia catanese, Federitaly ha previsto il progetto Gustus Italiae. L’iniziativa rilascia il marchio “100% Italian Taste Excellence” a ristoranti ed enoteche che si impegnano formalmente all’utilizzo di materie prime autentiche certificate, estendendo così la tutela dell’eccellenza anche al comparto della filiera enogastronomica.

Strumenti concreti per l’economia locale

L’intervento di Federitaly sul territorio etneo si inserisce in un contesto dove la difesa delle produzioni tipiche diventa sempre più urgente. Le eccellenze agroalimentari siciliane subiscono infatti una doppia penalizzazione: da un lato la concorrenza sleale del falso Made in Italy, dall’altro la difficoltà di accesso ai canali di distribuzione internazionali riservati normalmente a realtà di dimensioni maggiori.

La combinazione di certificazione tecnologica avanzata, marketplace dedicato e sostegno economico diretto mira a fornire alle PMI catanesi

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