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Confapi lancia il primo Forum nazionale del Mezzogiorno all’Università della Calabria

Al Forum Confapi-UniCal, dati di crescita del Mezzogiorno e un patto sulla legalità nel lavoro tra Confapi e Fondazione Studi Consulenti del Lavoro.

DI REDAZIONE EDIC. · 4 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 07:51 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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Il Meridione rivendica un ruolo centrale

Il Sud smette di raccontarsi come un peso e prova a posizionarsi come parte della soluzione. È il messaggio che è emerso dal primo Forum nazionale «Pmi: Sud, Italia ed Europa alla sfida del futuro», organizzato da Confapi e ospitato nell’Aula Caldora dell’Università della Calabria. Un confronto tra imprese, ricerca e istituzioni che ha assunto, fin dall’apertura, il valore di una dichiarazione d’intenti: il destino del Mezzogiorno si gioca sulla capacità di trasformare innovazione, competenze e legalità in sviluppo stabile.

Ad aprire i lavori sono stati il presidente nazionale di Confapi, Cristian Camisa, e il vice con delega al Mezzogiorno, Francesco Napoli. L’obiettivo dichiarato è costruire una piattaforma permanente capace di dare voce unitaria alle regioni meridionali nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee. Non un evento isolato, ma l’inizio di un percorso.

Crescita reale, ma i giovani continuano ad andarsene

Camisa ha citato dati concreti: negli ultimi anni il Mezzogiorno ha registrato una crescita del Pil superiore rispetto ad altre aree del Paese. «Il Sud Italia sta diventando il vero motore del sistema Paese», ha detto. Ma accanto a questo segnale positivo resta una ferita aperta: oltre 600mila giovani hanno lasciato il Sud nell’ultimo decennio. «Dobbiamo costruire un patto sempre più forte con il mondo accademico per trattenere i talenti e creare le condizioni perché possano costruire qui il proprio futuro», ha aggiunto.

Napoli si è soffermato sul ruolo delle piccole e medie imprese, che restano il tessuto connettivo dell’economia meridionale e le prime a dover affrontare le grandi transizioni in corso: digitalizzazione, intelligenza artificiale, sostenibilità energetica, nuove filiere produttive e internazionalizzazione. Transizioni che richiedono un salto di qualità organizzativo e culturale, e politiche pubbliche stabili che non cambino direzione a ogni legislatura.

Il patto sulla legalità nel lavoro

Uno dei passaggi più concreti della giornata è stata la firma del protocollo d’intesa tra Confapi e Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, sottoscritto dai presidenti Cristian Camisa e Rosario De Luca. L’accordo punta a rafforzare la cultura della legalità nel mercato del lavoro, promuovere la corretta applicazione della normativa e diffondere l’Asse.Co. come strumento di valorizzazione delle imprese virtuose. Previsti anche percorsi comuni di formazione e aggiornamento destinati al sistema delle Pmi.

Istituzioni e ricerca: le voci dal Forum

Al dibattito ha partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luigi Sbarra, che ha inquadrato la questione in termini netti: «Il Mezzogiorno non è più il territorio delle occasioni mancate, ma una delle aree più dinamiche del Paese. I dati raccontano un Sud che cresce più del Centro-Nord, crea nuove imprese, aumenta l’occupazione e attrae investimenti». Sbarra ha indicato nel Pnrr, nella Zes Unica e nelle politiche di coesione gli strumenti decisivi per consolidare questa traiettoria, ricordando come la Calabria si collochi tra le regioni più dinamiche per nascita di nuove imprese.

Silvano Fares, direttore del Dipartimento Scienze Bio-Agroalimentari del Cnr, ha indicato nel trasferimento tecnologico il ponte necessario tra ricerca scientifica e competitività industriale, con particolare attenzione ai comparti agroalimentare ed energetico. A chiudere il cerchio è intervenuto Francesco Savino, vicepresidente della Cei, che ha riportato al centro il valore delle comunità e della coesione sociale: la crescita economica, ha sottolineato, rischia di perdere senso se perde il suo volto umano.

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