Artigianato siciliano: più fondi per Più Artigianato
CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai appoggiano l’apertura alle cooperative ma chiedono risorse pluriennali per la misura da 500 milioni.
Mezzo miliardo di investimenti, ma i fondi non bastano
CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai bocciano a metà la rotta della Regione Siciliana sull’artigianato. Non sulla direzione, che approvano, ma sulle risorse. Le quattro organizzazioni di categoria hanno diffuso un appello congiunto in cui chiedono a Palermo di stanziare fondi adeguati e pluriennali per la misura «Più Artigianato», lo strumento regionale che dal suo avvio ha generato oltre mezzo miliardo di euro in investimenti nel comparto.
I numeri parlano da soli. Migliaia di imprese artigiane siciliane hanno usato i finanziamenti per rinnovare macchinari, digitalizzare i processi produttivi, migliorare la sicurezza sul lavoro, tagliare i consumi energetici e acquistare scorte. Un impatto difficilmente replicabile con altri strumenti.
Sì alle cooperative, ma non basta
Il punto di partenza è una scelta recente dell’assessorato alle Attività Produttive: estendere alle cooperative le agevolazioni già previste per le imprese artigiane attraverso i fondi dell’ex Crias. Le associazioni approvano la mossa e riconoscono il lavoro svolto dall’assessore Edy Tamajo, che negli ultimi anni ha mantenuto un’attenzione costante sul settore.
Resta però, secondo le organizzazioni, un problema aperto. Allargare la platea dei beneficiari senza aumentare la dotazione finanziaria rischia di diluire l’efficacia della misura. Il ragionamento è semplice: più soggetti ammissibili con le stesse risorse significa meno liquidità per ciascuno.
La richiesta: fondi certi e pluriennali
L’appello delle quattro sigle è chiaro. Serve un impegno finanziario stabile nel tempo, non interventi una tantum che lasciano le imprese nell’incertezza. Le associazioni chiedono che gli stanziamenti futuri siano adeguati all’effettiva domanda del comparto e distribuiti su più anni, così da permettere alle aziende di programmare investimenti senza rincorrere le scadenze dei bandi.
Il settore artigiano siciliano, sottolineano le organizzazioni, ha dimostrato di saper usare bene le risorse pubbliche. La risposta ai bandi precedenti lo conferma. Il punto ora è non disperdere quella spinta.
Un settore che vale, e lo dimostra
Dietro la richiesta c’è una lettura precisa del tessuto produttivo dell’Isola. L’artigianato siciliano non è un comparto residuale. Combina qualità artigianale, capacità di innovazione e radicamento sul territorio in modo che poche altre categorie possono vantare. Sono realtà piccole, spesso a conduzione familiare, che reggono l’occupazione locale in aree dove il lavoro industriale non arriva.
Le associazioni chiedono alla Regione di trasformare gli annunci in fatti concreti. La misura «Più Artigianato» funziona. Adesso si tratta di tenerla in vita con risorse all’altezza dei risultati già raggiunti.