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Aree percorse dal fuoco: Savarino firma la direttiva

La Regione Siciliana rafforza i controlli sulle zone incendiate per impedire speculazioni legate agli impianti fotovoltaici e alle energie rinnovabili.

DI REDAZIONE EDIC. · 3 AGOSTO 2026 · ONLINE ALLE 21:33 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
Giusi Savarino

Giusi Savarino

Una direttiva firmata dall’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, punta a chiudere una delle falle più discusse nella gestione del territorio siciliano: la possibilità che le aree percorse dal fuoco finiscano per ospitare impianti fotovoltaici, aggirando i vincoli previsti dalla legge grazie a catasti comunali incompleti o non aggiornati.

Aree percorse dal fuoco: cosa cambia con la direttiva

Il provvedimento interviene sui procedimenti di valutazione ambientale relativi all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. D’ora in poi, la Commissione tecnica specialistica potrà acquisire direttamente i dati cartografici e georeferenziati in mano al Corpo forestale della Regione, ogni volta che il catasto comunale risulti lacunoso, non aggiornato o comunque insufficiente a verificare lo stato dei luoghi.

Il catasto delle aree percorse dal fuoco è lo strumento che consente di applicare i vincoli di tutela sulle zone colpite dagli incendi boschivi. Se non è aggiornato, quei vincoli rischiano di non scattare mai, con conseguenze facilmente immaginabili.

Il Corpo forestale chiamato a verificare i catasti comunali

La direttiva assegna al Corpo forestale regionale un ruolo attivo: dovrà censire lo stato dei catasti comunali e sollecitare i Comuni inadempienti ad aggiornarli, offrendo se necessario anche supporto tecnico diretto. Un coordinamento che finora mancava, e che la norma ora rende strutturale.

«Studi, analisi e contributi tecnico-scientifici hanno richiamato l’attenzione sul rischio che le aree percorse dal fuoco possano in alcuni casi essere oggetto di fenomeni speculativi o di pressioni finalizzate a successive trasformazioni del territorio, come l’impianto di pannelli fotovoltaici», ha dichiarato Savarino. «Alla luce di questo riteniamo doveroso rafforzare gli strumenti di verifica e di coordinamento tra le strutture regionali competenti, affinché ogni valutazione ambientale sia fondata sul più completo quadro conoscitivo disponibile, nel pieno rispetto della normativa vigente e secondo i principi di prevenzione, precauzione, trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa».

L’80% dei roghi parte dai terreni privati incolti

L’assessore ha allargato il ragionamento alla politica regionale di prevenzione degli incendi. «Questo governo regionale sta promuovendo numerose iniziative per il rafforzamento delle politiche di prevenzione degli incendi e per sostenere i Comuni in questa azione di tutela del territorio, tenuto conto che l’80 per cento dei roghi si genera a partire dai terreni incolti dei privati».

Un dato che pesa, e che aveva ispirato una proposta rimasta al palo nell’ultima sessione parlamentare.

Il fondo di rotazione bocciato: si ritenta

«Nell’ultima legge di Stabilità avevamo proposto l’istituzione di un fondo di rotazione, per sostenere gli enti locali nell’esercizio delle attività di prevenzione e dei poteri sostitutivi dei proprietari inadempienti nelle aree a più elevato rischio. Un’iniziativa che non è stata approvata, ma che riproporremo nei prossimi lavori parlamentari, perché la riteniamo coerente con gli obiettivi di tutela del patrimonio ambientale regionale», ha aggiunto Savarino.

La direttiva è operativa da subito e si inserisce in un quadro normativo che, secondo la Regione, va reso più solido prima che arrivi la prossima stagione degli incendi.

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