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Legge elettorale Camera, voto finale atteso l’8 ottobre

Pregiudiziali con voto segreto il 1 ottobre e voto finale atteso l’8, nella maggioranza restano i malumori su preferenze e quote di genere

DI REDAZIONE EDIC. · 26 SETTEMBRE 2026 · ONLINE ALLE 09:13 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
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Il destino della legislatura passa dai voti che l’Aula di Montecitorio comincerà a esprimere la prossima settimana sulla legge elettorale. Alla Camera le pregiudiziali saranno esaminate il 1 ottobre con voto segreto, mentre il voto finale è atteso per l’8 ottobre.

Nella maggioranza prevale un cauto ottimismo, ma l’apprensione non manca. La premier è tornata a chiedere compattezza anche in Consiglio dei ministri, con l’indicazione di essere tutti presenti in Aula e nessuna giustificazione per gli assenti.

I malumori su preferenze e quote di genere

Le pregiudiziali non preoccupano più di tanto, nemmeno dalle parti di Fratelli d’Italia, dove però il passaggio conclusivo viene descritto come un «voto delicato». Gli occhi sono puntati su chi ha mal digerito le preferenze e sulle deputate che, già nel primo esame alla Camera, si erano fatte sentire sulle mancate quote di genere per i capolista.

Perché in molti scommettono sul via libera

Fuori taccuino, quasi tutti prevedono un passaggio senza troppi scossoni. Un conto è bocciare un emendamento, osservano anche in Lega e Forza Italia, un altro è far cadere l’intera legge, con le conseguenze che avrebbe dopo il modo in cui la presidente del Consiglio ha posto la questione. Pesa anche un calcolo di convenienza. Con la legge attuale e senza Vannacci in coalizione, rileva qualcuno, i collegi sarebbero sostanzialmente quasi tutti persi. Meglio giocarsela con le preferenze.

Un effetto collaterale possibile, segnalato da più di uno, è un fuggi fuggi dal Parlamento verso i territori nei prossimi mesi, proprio in chiave preferenze, con ripercussioni sull’andamento dei lavori.

Valditara, si vota in ottobre

Secondo una corrente di pensiero ancora diffusa nella maggioranza, il via libera alla riforma potrebbe «allungare la vita» alla legislatura. «Sono tutti d’accordo nel votare in ottobre del prossimo anno», dice il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Dirimenti saranno i test dei prossimi tre o quattro mesi, in particolare l’andamento di Futuro Nazionale. Nel centrodestra resta comunque aperta l’ipotesi del voto in primavera, con l’opzione election day ancora in pista.

I ricorsi e i tempi della Consulta

I ricorsi sono in lavorazione e dovrebbero partire subito dopo la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale. Un eventuale pronunciamento della Consulta dovrebbe arrivare nei primi mesi dell’anno, quindi in tempo per le elezioni anche qualora fossero anticipate in primavera.

Le prime ipotesi sulle candidature

Circolano intanto le prime voci sui collegi, compresa quella di una corsa in Puglia delle sorelle Meloni, con Giorgia nel collegio di Bari per un posto alla Camera e Arianna nella circoscrizione del Senato. Da Fratelli d’Italia frenano decisamente, «anche solo per scaramanzia…», ricordando che mancano parecchi mesi al voto. Resta aperta anche la questione delle firme, con movimenti e interlocuzioni in corso soprattutto tra chi, fuori dal Parlamento, dovrà raccoglierne un congruo numero per potersi presentare.

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