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Riforma elettorale Stabilicum, terza lettura alla Camera

La riforma elettorale torna alla Camera con voto di fiducia annunciato da Meloni: premio di maggioranza al 42% e nuove soglie per le firme.

DI REDAZIONE EDIC. · 21 SETTEMBRE 2026 · ONLINE ALLE 08:04 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
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La riforma della legge elettorale, la cosiddetta Stabilicum, torna oggi alla Camera per l’ultima lettura prima del traguardo fissato a inizio ottobre. Il testo arriva a Montecitorio blindato, e la premier Giorgia Meloni ha già annunciato che il governo porrà la fiducia, per questioni «di chiarezza». Il voto finale in Aula, però, non è scontato: nel primo passaggio alla Camera la riforma era stata colpita dai franchi tiratori.

Le audizioni di oggi

L’esame riparte come se fosse da capo, con un nuovo giro di audizioni già svolte sia alla Camera che al Senato. Dalle 11 saranno sentiti Michele Ainis, professore emerito di istituzioni di diritto pubblico all’Università Roma Tre, Gaetano Azzariti, professore di diritto costituzionale alla Sapienza, e Mario Staderini, coordinatore del ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo in materia di legge elettorale.

Alle 12 sarà la volta di Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Andrea Pertici, professore di diritto costituzionale all’Università di Pisa, e Francesco Clementi, professore di diritto pubblico comparato alla Sapienza.

Il premio di maggioranza e la soglia del 42%

Il sistema previsto dalla riforma è un proporzionale corretto da un premio di maggioranza fisso, assegnato a chi ottiene il maggior numero di voti a condizione di superare la soglia del 42%. Per la scelta degli eletti si userà un mix di preferenze e capilista bloccati.

Il testo prevede anche l’indicazione del nome del premier al momento del deposito del contrassegno elettorale e un tetto ai seggi di maggioranza fissato a 220 deputati e 113 senatori. Le soglie di sbarramento per entrare in Parlamento restano quelle del Rosatellum, il 10% per le coalizioni e il 3% per le liste. Nessuna soglia è invece prevista per concorrere al computo della cifra elettorale nazionale, e dunque al calcolo del premio di maggioranza.

Più firme per chi non è in Parlamento

Cambiano anche le regole su firme ed esoneri. Il numero minimo di firme richieste per collegio sale da 1.500 a 6mila per le liste che non siedono già in Parlamento. Resta l’esonero per i partiti con due gruppi parlamentari o almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025.

Cambia infine la ripartizione della circoscrizione Estero: le aree geografiche scendono da 4 a 2 per la Camera, e da 4 a una sola per il Senato.

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