Sindaci d’Italia, movimento di sindaci con siciliani in prima fila
A Roma la presentazione del movimento nato ad Assisi per dare rappresentanza politica agli amministratori locali, con sindaci siciliani tra i protagonisti
Si chiama Sindaci d’Italia il nuovo movimento politico nato ad Assisi con l’obiettivo di dare rappresentanza agli amministratori locali. La presentazione ufficiale è in programma a Roma, nella Sala Isma del Senato, e la delegazione siciliana si annuncia numerosa.
Tra i protagonisti figurano Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e presidente di Anci Sicilia, e Salvatore Gallo, sindaco di Palazzolo Acreide. Attorno al progetto si muove anche Cateno De Luca, sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord.
Una doppia funzione: tutela e attività politica
Lo statuto assegna al movimento due compiti distinti. Il primo riguarda la tutela degli amministratori locali, con iniziative su indennità, previdenza, permessi, aspettative e tutele di fine mandato. Il secondo è una vera e propria attività politica, con tanto di possibilità di presentare liste e candidati alle elezioni, in autonomia o dentro coalizioni.
Tra gli obiettivi dichiarati ci sono la riforma del Testo unico degli enti locali, l’attenzione ai piccoli Comuni e alle aree interne, il contrasto allo spopolamento e una maggiore presenza di amministratori under 40.
Soci, simpatizzanti e attivisti: le regole di iscrizione
Il movimento distingue tre categorie di aderenti. I soci ordinari non possono essere iscritti ad altri partiti, i simpatizzanti possono mantenere altre appartenenze politiche ma non candidarsi nelle liste di Sindaci d’Italia né ricoprire incarichi di rappresentanza negli organi interni.
Gli attivisti sono invece chi ricopre già incarichi istituzionali negli enti locali o nelle assemblee regionali, nazionale ed europea: per loro sono previste quote associative legate alle indennità percepite. Lo statuto lascia aperta anche la strada a collaborazioni o affiliazioni con altre formazioni politiche che condividano gli stessi obiettivi.
La collocazione politica e il ruolo di De Luca
Resta da chiarire la collocazione politica del movimento, che si presenta come un’aggregazione di amministratori intenzionata a dialogare con i diversi schieramenti. Le ricostruzioni su possibili convergenze con il centrodestra restano al momento valutazioni e retroscena, distinte da quanto formalizzato nello statuto.
In questo quadro pesa la presenza di De Luca, che continua a muoversi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali siciliani mentre resta aperto il confronto sulle alleanze future.
L’appuntamento del 27 ottobre
Il primo passaggio ufficiale sarà la conferenza organizzativa fissata per il 27 ottobre a Roma, occasione per definire meglio struttura, adesioni e linea politica del movimento.
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