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Possibili dimissioni di Schifani, giunta convocata per domani

Il presidente della Regione ha convocato la giunta per domani. De Luca: «Legislatura al capolinea». Pd: «Si assuma le sue responsabilità»

DI REDAZIONE EDIC. · 7 OTTOBRE 2026 · AGGIORNATO ALLE 15:16 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato per domani la giunta regionale a Palazzo d’Orleans. Secondo quanto risulta all’ANSA, nella riunione potrebbero essere annunciate le sue dimissioni. All’ordine del giorno figurano, per ora, i «provvedimenti più urgenti».

L’analisi di Cateno De Luca

Sulla vicenda interviene Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che parla di una legislatura ormai «al capolinea». Il politico ricostruisce i retroscena delle ultime 48 ore sostenendo che la situazione sarebbe precipitata quando Schifani avrebbe fatto circolare la voce di un rifiuto dell’incarico al Csm, in vista di dimissioni anticipate previste per fine gennaio.

De Luca offre poi una versione diversa dei fatti: «Pare che non sia vero che Schifani abbia rifiutato la candidatura al Csm, ma pare che negli ultimi tre o quattro giorni siano venute meno le condizioni per una sua candidatura al CSM. È ovvio che ci interroghiamo se siano venute meno le condizioni per cause politiche o per cause non politiche». Il leader di Sud chiama Nord aggiunge di non voler stabilire le cause, dicendosi interessato solo «al fatto politico».

Secondo la sua ricostruzione, da tempo era chiaro che non ci sarebbe stato un secondo mandato per Schifani, e che l’incarico al Csm avrebbe rappresentato una via d’uscita concordata. «Nel frattempo si è rotto qualche meccanismo», dice, «e quindi quella strategia non può più essere messa in atto».

«Il Re Sole è ora il Re Solo»

De Luca usa un’immagine già utilizzata durante il suo intervento nella mozione di sfiducia contro Schifani: «Il Re Sole è ora il Re Solo. Nessun partito ieri si è stracciato le vesti nell’inviare comunicati di sostegno a Schifani. Qualche mese prima, invece, c’era la gara a chi doveva somministrare metadone politico per tenere in piedi questa situazione».

Nella sua versione, nelle ultime ore si sarebbe cercato un compromesso per gestire la fase conclusiva della legislatura, tenendo conto che circa 25 deputati regionali, in caso di dimissioni immediate di Schifani, non maturerebbero il diritto alla pensione, che scatterebbe dopo quattro anni, sei mesi e un giorno di mandato. De Luca ipotizza un allineamento tra le dimissioni del presidente e le elezioni nazionali, collocabili secondo lui nella seconda settimana di maggio, per consentire l’accorpamento con le regionali e le amministrative. Lo Statuto siciliano prevede il voto entro 90 giorni dalle dimissioni del presidente.

Per questo De Luca si dice scettico su dimissioni immediate: «Schifani non ci farà questo regalo di dimettersi subito. Io accenderei dieci ceri a tutte le patrone e alle nostre Madonnine se ciò si verificasse». Il leader di Sud chiama Nord chiude dicendo che il suo partito è pronto a un’eventuale campagna elettorale, con le liste «quasi definite».

Il Pd: «Schifani si dimetta»

Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’Ars, chiede le dimissioni del presidente: «La Sicilia ha bisogno di essere governata, non può essere usata come merce di ricatto per personalismi e interessi di partito». Secondo Catanzaro, Schifani starebbe mettendo sotto pressione partiti e deputati della propria maggioranza per ottenere la ricandidatura, con il rischio di paralizzare il Parlamento regionale.

Il capogruppo dem richiama anche le «vicende giudiziarie che continuano a investire esponenti del centrodestra», citando il caso che riguarda Gaetano Armao, e conclude: «Schifani faccia finalmente l’unica cosa utile per la Sicilia: si dimetta».

L’apprezzamento della Dc

Di segno opposto la posizione della Democrazia Cristiana. Il segretario nazionale Carmelo Pace esprime «apprezzamento per il lavoro del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani», richiamando dichiarazioni recenti attribuite al presidente del Senato Ignazio La Russa. Pace cita «crescita economica e competitività della Sicilia» come risultati «documentati da organismi economici nazionali e internazionali».

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