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Protocollo antimafia Irfis: firma con Regione e Prefetture

Regione Siciliana, Irfis e quattro Prefetture hanno firmato un’intesa che abbassa le soglie per l’obbligo di informativa antimafia sui fondi pubblici.

DI REDAZIONE EDIC. · 9 OTTOBRE 2026 · ONLINE ALLE 18:34 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
Antimafia firmato protocollo tra regione irfis e prefetture

La Regione Siciliana, Irfis Fin Sicilia e le Prefetture di Palermo, Agrigento, Trapani e Caltanissetta hanno firmato un protocollo che abbassa le soglie di obbligo per i controlli antimafia sui fondi pubblici destinati alle imprese. L’intesa, siglata a Palazzo d’Orléans, riguarda in particolare la misura Fsc per il turismo gestita da Irfis, che finanzia l’ammodernamento di alberghi ed extralberghi, e introduce un elemento nuovo: i controlli ora si estendono anche ai fornitori di beni e servizi, non solo a chi riceve il contributo.

Al tavolo della firma, oltre al presidente della Regione Renato Schifani, erano presenti il presidente del CdA di Irfis Ignazio Tozzo, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, quello di Agrigento Salvatore Caccamo, quella di Trapani Daniela Lupo e il vice prefetto di Caltanissetta Ferdinando Trombadore.

Le soglie abbassate per il turismo

Nella misura dedicata al turismo la soglia che fa scattare l’obbligo di informativa antimafia per le imprese beneficiarie scende da 150 a 100 mila euro. Per i fornitori che operano nel settore edile, esclusi quelli già iscritti nella White List, la soglia passa da 150 a 50 mila euro. Il bando «Agevolazioni per le imprese del settore turistico alberghiero ed extra-alberghiero», finanziato con risorse Fsc 2021-27, ha raccolto finora 2.713 richieste per un valore complessivo di circa 1,1 miliardi di euro, a fronte di una dotazione di 155 milioni.

I settori a rischio infiltrazione

Il protocollo abbassa da 150 a 100 mila euro anche la soglia per i finanziamenti e contributi a fondo perduto su fondi pubblici gestiti da Irfis nei settori considerati più esposti al rischio mafioso: edilizia, guardiania e vigilanza dei cantieri, servizi funerari e cimiteriali, ristorazione, gestione mense e catering, servizi ambientali e gestione rifiuti, commercio di orologi e gioielleria. La stessa soglia, da 150 a 100 mila euro, si applica ai finanziamenti su fondi propri Irfis quando emerga un rischio elevato in materia di antiriciclaggio. In tutti i contratti di concessione dovranno essere inserite clausole specifiche di rispetto e controllo della normativa.

Le parole di Schifani

Il presidente della Regione definisce la misura il risultato di un lavoro condiviso con Irfis e le Prefetture. Dice Schifani: «Sono estremamente soddisfatto di questa misura, promossa e raggiunta da Irfis e dai prefetti per velocizzare e migliorare le procedure di verifica e contrasto delle infiltrazioni criminali. Come governo regionale ci siamo dati delle regole comportamentali: tutti i grossi appalti sono gestiti da Invitalia e, in più, abbiamo sottoscritto un protocollo con l’Anac in base al quale tutte le nomine dirette o indirette sulla gestione di questi appalti, a cominciare dalla commissione, devono avere prima il visto dell’Anticorruzione.»

Il presidente collega la scelta all’aumento della spesa per bandi rivolti alle imprese. Aggiunge: «In questi anni abbiamo accelerato e aumentato il volume della spesa per bandi e avvisi rivolti alle imprese, uno fra tutti quello per le aziende turistico-ricettive su cui abbiamo investito molto. Questo incremento ha fatto aumentare parallelamente il rischio di infiltrazioni. Da qui l’esigenza di migliorare i controlli sui requisiti antimafia. Ringrazio le Prefetture per la collaborazione interistituzionale che ci consente di accelerare le procedure di verifica.»

Durata dell’accordo

Il protocollo ha una durata di cinque anni a partire dalla data della firma. Al termine del periodo, in base ai risultati ottenuti, è prevista la possibilità di un rinnovo per un ulteriore quinquennio.

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